(AdnKronos) – Che vada o no, dalle parti di Cuperlo si chiarisce che la presenza in piazza non va legata al lavoro della commissione: “Se va, non vuol dire ‘accordo qualunque sia’, se non va non vuole dire che l’accordo non sia vicino”. I bersaniani si danno tempo fino alla prossima settimana, quando tra mercoledì e giovedì, dovrebbero chiudersi i lavori della commissione dem sull’Italicum.
“Aspettiamo Gianni se vuole decidere con noi. Noi abbiamo già deciso”, dicono sulla scelta del No al referendum e sul no a un accordo sulla legge elettorale “con un documentino che non rappresenta nessun vero atto concreto”. Sul tavolo, però, la maggioranza qualcosa sta mettendo. Nella riunione di ieri della commissione con Lorenzo Guerini, Matteo Orfini, Luigi Zanda, Ettore Rosato e Cuperlo è stato affrontato anche il tema del ballottaggio. E c’è una disponibilità a rivedere uno dei punti cardine dell’Italicum.
“Siamo passati dal tabù del ballottaggio -si spiega in ambienti renziani- al tabù della governabilità”. Insomma, se c’è un premio adeguato che garantisce una maggioranza stabile, si può fare. Il mandato, si spiega, è quello di massima disponibilità a discutere su tutto. Sapendo ovviamente che per entrare nel vivo occorrerà aspettare il 5 dicembre. Il no di Forza Italia a discutere di Italicum prima del referendum, del resto, fornisce ‘l’alibi’ perfetto.