(AdnKronos) – “Quella delle fondazioni è ‘una situazione che ha raggiunto i limiti dell’indecenza’ come diceva anche il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone. Perché su queste – rimarca Toninelli – è preclusa ogni possibilità di controllo ed è qui che germogliano e prosperano i conflitti di interesse. Le fondazioni, infatti, rappresentano lo strumento principe per far arrivare a chi dovrebbe occuparsi dei bisogni della collettività, fiumi di denaro coperti dall’anonimato, frutto di intrecci con banchieri, costruttori e petrolieri”.
“Un esempio? La fondazione Open dell’attuale presidente del Consiglio – accusa il grillino – Una struttura passata da un patrimonio iniziale di 20 mila euro a oltre 2 milioni e 800 mila euro nel 2015. Il suo consiglio direttivo è composto dal presidente Alberto Bianchi (nominato dal Bomba nel cda di Enel); dal segretario generale, tale Maria Elena Boschi; Marco Carrai, lo storico collaboratore che il Bomba voleva mettere a capo della cibersecurity, e il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Luca Lotti”.
“La fondazione Open, come tutte le fondazioni politiche, è tutt’altro che ‘aperta’ – sottolinea Toninelli – non pubblica i dati dei finanziamenti di chi vuole finanziare Renzi restando ignoto. Quasi un milione di euro (934.514) di finanziamenti coperti dall’anonimato e inconoscibili per chiunque”.