(AdnKronos) – Il direttivo del gruppo Camera sta cercando un dialogo per evitare che domani l’assemblea finisca dritta in una palude, perché il caso firme false è rovente e potrebbe generare il caos. Una grana da evitare in un momento in cui c’è ben altro a cui pensare e i 5 Stelle devono dare all’esterno l’immagine della massima unità -come chiesto da Beppe Grillo e Davide Casaleggio in diverse telefonate post referendum- nonostante le divisioni che continuano ad agitare il Movimento.
Per questo si spera che il tema non venga affrontato domani in assemblea, dove i più intendono fare il punto sugli scenari futuri. E sulle mosse da compiere per arrivare a Palazzo Chigi. Dove, stando alle voci che circolano nel Movimento, i 5 Stelle vedono un governo tutto politico, poche caselle -come quella del Mef- verrebbero attribuite a esterni, vale a dire a uomini di esperienza.
I 5 Stelle ci credono, forti dei contatti avviati nelle ultime settimane. C’è chi assicura, infatti, che dopo la Brexit, ma soprattutto dopo la vittoria di Trump negli Usa e il trionfo dei no al referendum, parlamentari del Movimento siano stati contattati da cancellerie, ambasciate e figure di rilievo a livello internazionale, ormai considerati degli interlocutori credibili. “Prima ci ignoravano, pensavano che fossimo poco credibili – racconta il deputato Angelo Tofalo – e Renzi ci bruciava ogni contatto all’estero. Ma ora la musica è cambiata, segno che non siamo i soli a crederci… I telefoni sono diventati roventi”.