(AdnKronos) – In terzo luogo, Bruxelles, rileva ancora Walker, “sostiene che non dovremmo offrire alcune app di Google come parte di una suite. Nessun produttore è obbligato a pre-installare alcuna app di Google su un telefono Android, ma offriamo ai produttori una suite di app in modo che quando acquistate un nuovo telefono possiate accedere a un insieme già noto di servizi di base. I concorrenti di Android, come l’iPhone di Apple o il Windows Phone di Microsoft, non solo fanno lo stesso, ma consentono anche una possibilità di scelta di gran lunga inferiore sulle app di cui sono dotati i loro telefoni”. Su Android, aggiunge, “le app di Google tipicamente sono meno di un terzo delle app preinstallate sul dispositivo (a occupano solo una piccola frazione della memoria del dispositivo). Il consumatore può disabilitare ognuna delle nostre app in qualsiasi momento e, caratteristica unica, i produttori di hardware e i carrier possono preinstallare app concorrenti insieme alle nostre. Parlando in termini di concorrenza, significa che non c’è ‘preclusione’”.
Molte applicazioni preinstallate, spiega ancora il vicepresidente di Google, “non hanno successo e molte invece sono diventate di grandissimo successo perché scaricate dagli utenti, pensate a Spotify o Snapchat. L’approccio che abbiamo tenuto rispetto alla nostra suite di app mantiene esplicitamente inalterata la libertà degli utenti di scegliere le app che preferiscono sui loro telefoni”.
Infine, sottolinea, “rendere disponibili prodotti come la app di Ricerca Google insieme a Google Play ci permette di offrire l’intera suite gratuitamente invece che, ad esempio, addebitare costi iniziali di licenza. Questa distribuzione gratuita è una soluzione efficiente per tutti: abbassa i prezzi per i produttori di telefoni e per i consumatori, permettendoci allo stesso tempo di sostenere gli ingenti investimenti che facciamo in Android e Play”.