(AdnKronos) – Inoltre, si legge nella nota, la Fiom “non si sottrarrà al confronto proposto da Fincantieri per il 19 gennaio e per il 2 e 3 febbraio, tuttavia è preoccupata per la tenuta di Fincantieri che più prende commesse e più perde, mentre si accumulano ritardi clamorosi che avranno costi altissimi su un bilancio che sarà negativo per la miope gestione di chi ha voluto seguire la moda della finanza al posto del lavoro industriale, raccogliendo dopo essersi quotata in borsa risultati disastrosi”.
Non è chiaro, sottolineano le tute blu della Cgil, “cosa stia succedendo dopo i fatti che hanno portato alle dimissioni del direttore generale se non la sua scandalosa liquidazione di ben 3 mln di euro per 9 mesi di operato, mentre le banche non nascondono una diffidenza in merito ai dati presentati da Fincantieri e il tutto viene tamponato con l’annuncio di un nuovo piano industriale i cui contorni non sono chiari ma tutti interni alle lotte di potere per la conferma o meno degli attuali gruppi dirigenti”.
Inoltre “non possiamo dimenticare che il maggiore azionista di Fincantieri è il governo. La Fiom non accetta che tutte le ormai certe ricadute negative attribuibili solo a questo gruppo dirigente siano scaricate sui lavoratori o su interi cantieri anche in termini occupazionali e peggiorando le condizioni di vita e di lavoro”. Per queste ragioni congiuntamente a questo comunicato la Fiom “ha inviato una richiesta d’incontro al premier e a Guidi, da fissare al più presto, vista la vaghezza di Fincantieri su questi temi”. Il 19 gennaio, se il confronto risultasse palesemente inconcludente “la Fiom riprenderà la mobilitazione e fisserà la data di una manifestazione nazionale dei lavoratori Fincantieri che auspichiamo possa essere unitaria”.