(AdnKronos) – “Al contrario, altri segmenti contribuiscono in misura significativamente più che proporzionale: ad esempio, quello dell’Alta Velocità, che rappresenta il 17% del traffico, contribuisce al 32% dei ricavi”, ha riferito Camanzi. “Per l’Alta Velocità, i nuovi livelli medi unitari dei pedaggi nel periodo 2016-2021, sia pure in incremento, sono coerenti – ha detto – con l’obiettivo di mantenere un contesto concorrenziale su tale segmento”.
“Nel complesso, i maggiori aumenti riguardano segmenti di mercato che generano, in percentuale sul totale, volumi di traffico assai ridotti; ad esempio, l’internazionale, pari appena all’1,4%, ed i servizi tradizionali fino a 200km/ora, che hanno una quota del 3%. Ben diversa – ha sottolineato il presidente dell’Authority – sarebbe stata la dinamica dei pedaggi in assenza degli interventi regolatori dell’Autorità che, peraltro, ha previsto un quadro regolatorio di cinque anni a vantaggio del Gestore, delle imprese ferroviarie e degli azionisti e, nel complesso, ha reso la fissazione dei pedaggi più trasparente e correlata ai costi, in linea con i benchmark europei e con le esigenze di consolidamento dei conti pubblici”.