
I lavori si svolgeranno in uno dei 4 centri aperti grazie al finanziato dell’Unione Europea e gestito da Arci Toscana e dall’ong Un ponte per, in partenariato con il Comune di Pisa, l’Unione dei Comuni della Valdera e la Tavola della Pace e della cooperazione della Valdera. Quattro centri aperti a ragazze e ragazzi appartenenti ai diversi gruppi etnici e religiosi, che compongono il complesso mosaico iracheno. Uno spazio in cui i giovani praticano la convivenza e il dialogo mutuale e in cui attivano iniziative a sostegno dei profughi e portano avanti un calendario di attività culturali, formazione permanente ed educazione popolare. Tutte le attività della settimana del forum andranno nella direzione dell’organizzazione e dello sviluppo associativo.

In una situazione drammatica come quella del Kurdistan iracheno l’obiettivo sarà quello di presentare il modello associativo di Arci in tutte le sue sfaccettature e di aiutarli nella gestione di una realtà complessa, scambiando con i giovani curdi e iracheni esperienze e visioni. Perché andare in quella zona in un momento così delicato? Se lo chiederanno in molti. Perché in quella zona non ci sono solo le terribili esperienze di guerra e violenza, ma c’è una società civile attiva, in larga parte composta da giovani e giovanissimi, che cerca di costruire dal basso un’alternativa all’odio e al conflitto ed è l’alternativa della non violenza, della convivenza e della cooperazione, anche tra persone appartenenti ad etnie o religioni diverse, praticando quotidianamente l’unica arma che potrà mai sconfiggere la furia terribile di una realtà come quella del daesh (isis): la creazione di un sistema di valori diverso, basato sui diritti, sugli essere umani, sulle relazioni e sul dialogo.