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Conti pubblici: Csc, più flessibilità per sostenere le riforme

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Roma, 29 mar. (AdnKronos) – “La flessibilità nelle regole europee su bilanci pubblici è cruciale per il successo delle riforme strutturali”. A sostenerlo è il Centro Studi di Confindustria in una nota sottolineando che “la flessibilità di bilancio è stata pensata come un incentivo per adottare virtuose riforme strutturali e investimenti, per i paesi che sono riusciti, con alti costi sociali, a ridurre i deficit pubblici sotto la soglia del 3%. Oltre che per fronteggiare situazioni eccezionali, come un flusso migratorio straordinario, e una congiuntura economica particolarmente negativa”.
La clausola delle riforme, rileva il Csc, “è la parte più rilevante della flessibilità, sia politicamente sia economicamente. Così come è stata ideata e applicata ha gravi limiti che ne minano l’efficacia. I limiti sono: la dimensione ridotta, pari al massimo a 0,5 punti di pil, e la concentrazione in un solo anno, che penalizzano quelle riforme che abbiano costi superiori alla soglia e protratti nel tempo; la rapidità del rientro, che impone la riduzione del maggior deficit in tre anni. Diventa così elevato il rischio di azzerare l’efficacia delle riforme stesse, a causa degli effetti recessivi delle manovre necessarie a riassorbire la deviazione consentita dalla clausola”.
Inoltre, le manovre di rientro post-flessibilità, peggiorando nell’immediato la performance dell’economia, sottolinea il Csc, “minano il consenso politico alle riforme. Infatti, il peggioramento facilmente viene imputato dai cittadini alle riforme stesse, essendo l’uno contemporaneo alle altre”.