Venezia, 25 gen. (AdnKronos) – “Per la Commissione europea in Italia è necessaria una forte determinazione nel miglioramento della posizione di bilancio per assicurare il rispetto della regola del debito in quanto nei prossimi anni il Paese ha un rischio per la sostenibilità molto elevato. Se teniamo conto che in questi ultimi cinque anni il decentramento e le Regioni in primo luogo hanno abbattuto le spese e diminuito significativamente il loro indebitamento, il messaggio della Commissione boccia chi ha aumentato il debito, cioè lo stato, il governo, le amministrazioni centrali”. Il Presidente Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, non ha dubbi: “Negli ultimi anni il bollettino di Bankitalia è chiaro: le amministrazioni centrali, i ministeri, il governo non hanno diminuito la spesa, hanno dilatato i debiti, e i risparmi significativi sono giunti solo dalle Regioni, Comuni e Province”.
E Ciambetti sottolinea: “Ora il rischio per la sostenibilità del debito ha il nome e cognome del capo del governo o del ministro dell’Economia. A Bruxelles non si bevono le favole, non stanno ad ascoltare lo story telling di Renzi: guardano i numeri e i numeri dello stato italiano sono impietosi nel condannare l’operato di chi ha imposto la revisione della spesa agli altri, di chi ha scaricato sui cittadini e sul decentramento le proprie inefficienze e incapacità di incidere veramente laddove è necessario: altro che sbattere i pugni a Bruxelles, altro che concedere bonus, qui ci sono da rifondare i conti dello Stato, mettere a dieta ministeri, abbattere l’assistenzialismo, smetterla di comprare i voti dei cittadini con bonus o chissà che altra invenzione, salvare i banchieri parenti di tizio o caio e via dicendo. Bruxelles ha mille difetti, ma non la puoi prendere in giro, soprattutto se si sta correndo a rotta di collo verso il fallimento”.