Padova, 18 gen. 0(AdnKronos) – Un ‘ecosistema’ veneto per la transizione alla manifattura 4.0, con impegni precisi per le imprese, come investimenti tecnologici e sul capitale umano, e una road map per il governo regionale e nazionale, per una politica industriale realmente “innovativa” perché centrata sulle tecnologie e non sui comparti e sulle reali esigenze delle imprese.
Non incentivi a pioggia, ma policy e bandi orientati all’Industria 4.0, per re-ingegnerizzare i processi produttivi attraverso il massimo utilizzo e relativi investimenti di tecnologie come big data, banda ultralarga, robotica avanzata e meccatronica, manifattura 3D e la crescente integrazione tra manifattura e servizi innovativi, tra aziende capofila e fornitori. Ma anche voucher per diffondere le tecnologie digitali nelle Pmi. Misure da finanziare attraverso le risorse della programmazione Ue 2014-2020 per far decollare in Veneto la quarta rivoluzione industriale che promette, grazie alle tecnologie digitali, un salto competitivo dell’industria per la capacità di interconnettere e far dialogare macchinari, persone, dati, clienti lungo l’intera catena del valore. Un nuovo paradigma che porterà in dote al manifatturiero nordestino una crescita aggiuntiva di 1,7 miliardi di euro l’anno (8 miliardi al Made in Italy) e oltre 8mila nuovi addetti (39mila in Italia; Fondazione Ne-Prometeia).
È il “patto per innovare la manifattura” lanciato oggi a Padova nel corso dell’assemblea per la prima volta congiunta delle sezioni metalmeccanici, servizi innovativi e tecnologici, energia di Confindustria Padova (49,3% della base associativa, oltre 22.000 imprese nella provincia) dai presidenti Mario Ravagnan, Ruggero Targhetta e Claudio Fiorentini.