Bergamo, 28 set. (AdnKronos) – “Un mostro giuridico”. Così Claudio Salvagni, uno dei legali di Massimo Bossetti, commenta all’Adnkronos le motivazioni dei giudici della corte d’assise di Bergamo che hanno condannato all’ergastolo il muratore di Mapello, accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio. Per il legale si tratta di “motivazioni che ripropongono la tesi dell’accusa senza rispondere alle osservazioni della difesa e senza alcuna disamina critica”.
Per Salvagni le oltre 150 pagine con cui i giudici mettono in fila le prove contro l’imputato “sono la riproposizione della requisitoria del pubblico ministero implementate dal film fantasioso della corte”. Sul tema controverso del Dna, “ci sono molte imprecisioni, sono senza parole”, chiosa. La difesa è pronta a fare ricorso contro la sentenza. Dopodomani, intanto, Salvagni andrà in carcere a Bergamo per portare una copia delle motivazioni al suo assistito.