Home Nazionale Caso Yara: difesa Bossetti, basta forcaioli, giudici ammettano perizia Dna/Adnkronos

Caso Yara: difesa Bossetti, basta forcaioli, giudici ammettano perizia Dna/Adnkronos

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Milano, 22 dic. (AdnKronos) – Basta dare credito a “un’opinione pubblica forcaiola” e abdicare “allo Stato di diritto per cercare un colpevole a ogni costo”. L’avvocato Claudio Salvagni, che insieme al collega Paolo Camporini difende Massimo Bossetti, marca con precisione tutti gli “errori” del processo di primo grado che lo scorso luglio ha portato alla condanna all’ergastolo del suo assistito per l’omicidio di Yara Gambirasio.
Bisogna ripartire da un processo in cui “sia ammesso il contraddittorio”, dove i giudici “permettano alla difesa l’analisi dei reperti, ma soprattutto acconsentano alla perizia sul Dna, più volte chiesta dallo stesso imputato” che continua a dichiararsi innocente, dice il legale all’Adnkronos. La sentenza, che “trasforma l’indizio probabilistico in prova”, si fonda su una “violazione dei diritti di difesa” a partire dall'”impossibilità per l’imputato di poter visionare i reperti” dai quali è stata estratta la traccia mista considerata la prova regina contro Bossetti.
L’analisi sugli slip e sui leggings della 13enne di Brembate portano a un risultato contestato dalla difesa: il Dna mitocondriale (indica la linea materna, ndr) non corrisponde all’imputato. I giudici hanno condannato con un “mezzo Dna contaminato” la cui custodia e conservazione “sono il tallone d’Achille” di un processo indiziario, sostiene la difesa. Un elemento che per Salvagni presenta delle “anomalie e gravi contraddizioni” a cui si arriva utilizzando “kit scaduti da mesi. Ci si trova di fronte anche a una ‘lievitazione’ dei quantitativi nei campioni passati di mano” tale da rendere questo indizio “incerto, discutibile e, quindi, inaffidabile”.