(AdnKronos) – (Adnkronos) – Il premier ha avuto una parola e una stretta di mano per ognuno, detenuti e operatori. “Un atteggiamento che mi ha colpito – commenta a caldo il presidente di Officina Giotto Nicola Boscoletto - si vedeva che non era un’attenzione formale e istituzionale, ma un’attenzione reale verso chi da una parte si dedica ad aiutare altre persone ad uscire dal cerchio della delinquenza e dall’altra a chi di questo sforzo può essere protagonista in prima persona. Un’attenzione e un’umanità – continua Boscoletto – capace di riconoscere nella sua interezza il sistema carcere Padova fatto e sostenuto da molteplici attori istituzionali e non”.
In particolare Renzi si è soffermato a lungo con un giovane detenuto proveniente dal Marocco Mustapha che gli ha chiesto un autografo per il figlio. “Quanti anni ha? Va a scuola?”, si è informato dedicandogli un messaggio personale: “Ciao Zaccaria, mi raccomando, contiamo su di te. Matteo Renzi”.
Dalla pasticceria il premier si è spostato poi al call center, visitando in primis l’area riservata alle prenotazioni mediche per conto dell’ospedale e dell’ASL di Padova e Venezia. Ha continuato la visita al call center, accompagnato anche dai rappresentanti di due imprese che si affidano ai servizi di Officina Giotto, Marco Bernardi per il provider di energia Illumia e Antonio Dal Borgo per la società di servizi informatici Infocert. Di seguito ha visitato anche i capannoni con gli assemblaggi delle valige Roncato, il laboratorio di digitalizzazione e delle Business Key, le chiavette per la firma digitale.