Roma, 18 ott. (AdnKronos) – Nuova configurazione del reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, con la responsabilità diretta del datore di lavoro; semplificazione delle circostanze in presenza delle quali si realizza lo sfruttamento; possibilità di commissariamento dell’azienda. La Camera impiegato due giorni in aula per varare definitivamente il disegno di legge che punisce il caporalato, approvato dal Senato l’estate scorsa, senza modifiche rispetto al testo licenziato da palazzo Madama.
Con l’approvazione delle nuove norme, sarà considerato ‘caporale’ chi recluta manodopera per impiegarla presso terzi in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno, a prescindere dal ricorso a comportamenti violenti, minacciosi o intimidatori. Colpiti anche i datori di lavoro che utilizzino operai chiamati con questa procedura illecita, sia direttamente che attraverso il ricorso a mediatori.
La pena prevista per entrambe le ipotesi è della reclusione da uno a sei anni e della multa da 500 a 1.000 euro per ogni lavoratore. Il reato viene considerato più grave nel caso in cui il reclutamento avvenga con violenza o minaccia: in questo caso la reclusione è da 5 a 8 anni e la multa da 1.000 a 2.000 euro per ciascun lavoratore reclutato ed è previsto l’arresto in flagranza.