Home Nazionale Camera: da ‘reato’ a ‘schiavitù’, in aula mozioni contro utero in affitto/Adnkronos (2)

Camera: da ‘reato’ a ‘schiavitù’, in aula mozioni contro utero in affitto/Adnkronos (2)

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(AdnKronos) – Sul sito della Camera sono disponibili le mozioni depositate. Eccole in sintesi. MOZIONE NCD. Una nuova “forma di schiavitù”, un “reato universalmente perseguibile”. Si legge nella mozione Ncd, a prima firma Maurizio Lupi. Nel testo si spiega che il contratto tra i futuri genitori e la donna che porterà avanti la gravidanza è “intrinsecamente vessatorio nei confronti della gestante”: sottrarre “un neonato alla donna che lo ha tenuto in gestazione e partorito integra in tutto il mondo a giudizio dei firmatari del presente atto di indirizzo, oltre che un crimine, una condotta di estrema crudeltà, una sorte generalmente destinata alle schiave nelle civiltà arcaiche”.
Ed ancora: “Il contratto di surrogazione di maternità è evidentemente una nuova forma di mercato di esseri umani, e rientra per i firmatari del presente atto di indirizzo nella ‘tratta degli esseri umani’, così come definita dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta degli esseri umani”. Per questo si chiede al governo di impegnarsi “ad assumere iniziative, a livello nazionale e soprattutto internazionale, in tutte le sedi istituzionali sovranazionali, affinché la surrogazione di maternità, in ogni sua modalità e variante contrattuale, sia riconosciuta come nuova forma di schiavitù e di tratta di esseri umani, e sia quindi reato universalmente perseguibile”.
MOZIONE ROCCELLA. Nella mozione sottoscritta dalla ex-Fi ora con Idea di Quagliariello, Eugenia Roccella, si chiede un’estensione della sanzioni per chi ricorre all’utero in affitto. “E’ evidente che solo donne in condizioni di subalternità sociale, di vulnerabilità e di necessità economica possono consentire a tali pratiche, profondamente irrispettose della dignità della donna e lesive dei diritti del nascituro”, si legge nella mozione. Per questo si chiede che si estendano “in modo esplicito le sanzioni previste a chi realizzi e organizzi la pratica della surrogazione di maternità per se stesso” ed inoltre si chiede al governo che, per i bambini nati da maternità surrogate all’estero, venga fornita all’anagrafe la “copia originale del contratto di surroga”. Insomma sia nota l’identità della madre e di “eventuali fornitori di gameti”.