(AdnKronos) – Per Strocchi, invece, la quotazione in un contesto di Spac o pre-booking company può essere una soluzione “su misura”, che ben si adatta al contesto di molte aziende italiane in questa fase delicata di successione.
In generale, spiega all’Adnkronos “si tratta di gruppi e imprese di grande successo che sono state promosse dai grandi capitani d’industria che sono figli del dopoguerra, del boom economico degli anni ’70”. Si parla quindi ”di una generazione impavida di personaggi a cui tutti dobbiamo grande rispetto e riconoscenza perché hanno creato l’economia del Paese ma che oggi hanno un’età compresa tra i 75 e gli ultra 90 anni”. ‘Natali’ che impongono naturalmente riflessioni su cosa succede dopo. “Questo spesso non coincide con il mero passaggio inter-generazionale ma talvolta con valutazioni che vedono gli uomini che hanno creato queste grandi imprese desiderosi di liquidare per passare ai figli cassa evitando liti infinite tra eredi”.
Le scelte vanno agli estremi e generalmente sono di due tipi. “C’è la vendita oppure la blindatura -riassume Strocchi-. Spesso questi imprenditori cercano delle soluzioni atte a vincolare la governance all’interno di strutture inaccessibili o comunque non smontabili dai loro eredi per far sì che la loro impresa possa superare qualsiasi tipo di frizione che potrebbe generarsi tra i componenti che verranno nella compagine sociale. Quindi trust, società accomandita per azioni, società accomandita semplice. Tutte soluzioni mirate a preservare la governance in un contesto in cui la società resta privata ma che spesso poi, purtroppo, declina in una blindatura che rende inefficace e inefficiente l’impresa perché viene portata avanti su istruzioni gestite con puntiglio notarile poco attento a quella che nel tempo diventa l’evoluzione del mercato”.