(AdnKronos) – “Le indagini sono state concentrate su questo santuario perché da una parte esso costituisce uno dei due “fuochi” attorno a cui nacque la città nel VII sec. a.C. e, dall’altro, era il più importante santuario dell’intera isola, tanto da divenire la sede della Confederazione di tutte le poleis cretesi, il Koinon ton Kreton (o Commune Cretensium) – chiarisce l’archeologo padovano Jacopo Bonetto – Lo scavo condotto all’interno dell’area sacra ha permesso di ridefinire tutto lo sviluppo architettonico del complesso, che vanta ben cinque fasi edilizie che si susseguono dal 600 avanti Cristo al 600 dopo Cristo con evoluzione del nucleo di culto, costituito dalla cella, e dei fondamentali apparati esterni dell’altare e dell’heroon, piccolo monumento in cui venne sepolto (o simbolicamente venerato) l’eroe fondatore della città, noto alle fonti come Gortys”, continua Bonetto.
Ma sono i reperti emersi dalla campagna di scavi del 2016 che hanno permesso all’équipe padovana di dare risposta a due interrogativi da sempre sul tappeto della ricerca archeologica.