Roma, 9 nov. (AdnKronos) – “Lo scorso 31 ottobre si è spenta all’età di 89 anni Tina Anselmi, la cui lunga storia istituzionale e politica ha lasciato un’impronta indelebile nella vita della nostra Repubblica. Appena diciassettenne, nel settembre 1944, con il nome di battaglia ‘Gabriella’, scelse la lotta partigiana, e gli ideali della Resistenza l’hanno accompagnata e guidata per tutta la sua vita”. Così la presidente della Camera Laura Boldrini ricorda la prima donna ad aver rivestito la carica di ministra in Aula a Montecitorio, dove è stato osservato un minuto di silenzio.
“Nello stesso anno – ricorda la presidente – aderì alla Democrazia cristiana. Dopo la guerra, si laureò in lettere e divenne insegnante elementare. Svolse attività sindacale nella Cgil e poi nella Cisl, battendosi soprattutto per i diritti delle operaie tessili e delle maestre. Fu poi incaricata nazionale dei giovani della Democrazia cristiana. Nel 1963 fu nominata componente, e poi vicepresidente, del Comitato direttivo dell’Unione europea femminile”.
“Fu eletta per la prima volta alla Camera nel 1968 e nel corso della sua esperienza da deputata, che si concluse nel 1992, si è occupata sempre di grandi temi sociali: dal lavoro ai diritti delle donne, dalla riforma del diritto di famiglia, cui contribuì attivamente, al Welfare. Dopo essere stata sottosegretaria al ministero del Lavoro e della previdenza sociale, nel luglio 1976 fu la prima donna ad assumere una carica ministeriale – ricorda Boldrini – come ministra del Lavoro e della previdenza sociale, e promosse la legge sulla Parità di trattamento di uomini e donne in materia di lavoro”.