(AdnKronos) – Gli occhi di Roma, dell’Italia e del mondo erano puntati sul Giubileo, il primo nell’era dell’Isis come si sottolineò con enfasi all’apertura della Porta Santa nella basilica di San Pietro in Vaticano. Una sottolineatura che sicuramente ha pesato anche sul numero dei pellegrini giunti nella Città Eterna e conteggiati alla fine in circa 21 milioni, un terzo in meno rispetto alle previsioni iniziali e ben al di sotto dei numeri registrati dal Grande Giubileo del Duemila, anche se Papa Francesco ha ‘internazionalizzato’ questo Anno Santo, che ogni fedele poteva celebrare nella sua stessa diocesi, senza doversi recare a Roma.
Non sono mancati in ogni caso appuntamenti mediatici e da grandi folle, come la traslazione delle spoglie di Padre Pio da San Giovanni Rotondo in Puglia fino al cuore del Vaticano; o la canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta, la santa degli ultimi, così vicina alla sensibilità del primo pontefice ad aver scelto il nome di Francesco d’Assisi, il ‘poverello’ per eccellenza.
A conclusione dell’Anno Santo, il Papa ha firmato la Lettera apostolica “Misericordia et misera”, con la quale ha sintetizzato la ‘lezione’ essenziale del Giubileo e ha esortato la Chiesa e tutti i fedeli, dopo la chiusura della Porta Santa, a “lasciare sempre aperta la porta della misericordia”, per un Anno Santo che continui a produrre i suoi frutti, sia materiali che spirituali.