Home Nazionale Volkswagen: Axa, impatto su Germania incerto ma non trascurabile

Volkswagen: Axa, impatto su Germania incerto ma non trascurabile

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Milano, 30 set. (AdnKronos) – L’impatto dello scandalo delle emissioni truccate che ha colpito il gruppo Volkswagen avrà conseguenze “altamente incerte” sull’economia tedesca, ma comunque vada non saranno “affatto trascurabili”. Lo prevede Maxime Alimi, economista per l’Eurozona di Axa Investment Managers, che ricorda in un report come l’industria dell’auto abbia un’elevata centralità nella prima economia europea: “Riscontriamo un moltiplicatore di 1,6 per l’industria automobilistica tedesca – spiega -il che vuole dire che qualsiasi choc in quel settore viene amplificato del 60%”.
Un simile approccio “conferma quanto possa essere ingannevole pensare che l’industria automobilistica pesa solo per il 3% dell’economia”. Axa IM delinea tre scenari: il primo prevede un forte declino delle vendite di Volkswagen in Germania (-10%) e al’estero (-20%), ma gran parte delle perdite della casa di Wolfsburg viene assorbita dalle altre case tedesche.
In questo scenario, piuttosto “benigno” per l’economia tedesca, implicherebbe una perdita stimabile allo 0,1% del Pil. Un secondo scenario “simula un choc per l’intera industria automobilistica tedesca, in cui un calo nella domanda di vetture Volkswagen si allarga a tutte le case automobilistiche tedesche e beneficia i concorrenti esteri”. In questo caso, l’impatto ammonterebbe allo 0,4% del Pil.
Infine, un terzo scenario prevede un impatto su tutto il Made in Germany, incluse le esportazioni di macchinari. In questo quadro, la perdita stimata ammonterebbe “all’1,1% del Pil”.
L’impatto dello choc non è solo “incerto nella sua magnitudo”, ma anche “nella tempistica. Quello che i mercati finanziari hanno prezzato in pochi giorni potrebbe impiegare diversi anni a manifestarsi nell’economia”, avverte Alimi.
Se Atene piange, Sparta non ride: “La centralità dell’industria automobilistica – ricorda infine Alimi – non è una caratteristica solo tedesca. In Germania, il 25% delle forniture del settore è importato. Le economie vicine, pertanto, probabilmente avvertiranno l’impatto dello choc: i principali fornitori sono Francia e Repubblica Ceca, seguiti a stretto giro da Austria e Spagna. Ma i costruttori tedeschi hanno importanti fornitori anche in Italia, Regno Unito, Ungheria e Polonia”.