(AdnKronos) – (Adnkronos) – Dopo l’assestamento del 2014 (+3,6%), nei primi nove mesi del 2015 le esportazioni venete sono aumentate del +5,8% su base annua. Lo slancio dell’export registrato nel primo semestre dell’anno (+ 6,3%) si è smorzato nei mesi estivi che hanno visto una dinamica tendenziale meno marcata (+4,7%). Tale rallentamento, confermato dalla contrazione congiunturale evidenziata tra luglio e settembre 2015 (quasi -6%), è imputabile principalmente alla caduta degli scambi verso i mercati emergenti che stanno attraversando una fase di decelerazione: in particolare, la contrazione dell’export manifatturiero verso l’Africa settentrionale (-20,6% rispetto al trimestre precedente), il Sud America (-7,6%), il Medio Oriente (-12,9%) e l’Asia orientale (-8,1%).
Nel 2014 gli operatori che hanno realizzato almeno una transizione commerciale con l’estero in Veneto sono scesi da quota 29.455 a 27.800 (-5,6%). Sulla base della classe di valore esportato la contrazione è ascrivibile alle classi inferiori di valore. In crescita sono risultate invece tutte le classi superiori alla soglia dei 750mila euro, soprattutto per gli operatori appartenenti alla classe di valore massima (oltre 50 milioni di euro). Il valore medio esportato per operatore (margine intensivo) ha registrato un aumento del +8,8% ascrivibile prevalentemente ai grandi operatori. Circa l’82% delle vendite all’estero della regione è generato da 1.700 operatori che esportano ogni anno oltre 5 milioni di euro. Dall’indagine VenetoCongiuntura emerge che nel 2014 oltre la metà delle imprese opera sui mercati stranieri (51,3%).