(AdnKronos) – Da quando Larry Ellison decide sulle sorti della più antica competizione velica del mondo ci sono sempre problemi. “Ellison sta rovinando la competizione? Sicuramente. Già è un periodo in cui c’è una discreta recessione di interesse, dagli anni ’90, dal Moro di Venezia, infatti, l’interesse è andato calando. Capisco che bisogna mantenere viva l’attenzione, capisco che Coutts cerchi, cambiando le barche e facendo una formula innovativa, di avvicinare, ma dovevano stare attenti al problema dei costi fin dall’inizio, fatta così sembra una manovra premeditata”. Un altro fattore da non trascurare “è che la barca grande ha sempre attirato”. “Se si fa con un extreme 40 e si pretende che sia la Coppa America diventa uno dei tanti circuiti. Io sono tornato da una regata di super yacht con barche di 150 piedi e i grandi ricchi amano correre con grandi barche. C’è quindi il rischio che andando sul troppo piccolo si sminuisca il valore della competizione. Quindi per ora devono stare fermi così. Credo non ci siano spazi di manovra per cambiare, devi avere il consenso di tutti”.
Ad ogni modo anche tornare indietro e abbandonare i maxi catamarani non è fattibile, secondo Chieffi. “Era voluto nel momento del cambio da molti, compreso da Team New Zealand, ma non è più fattibile. Nel mondo sono tutti impazziti per i catamarani con le ali. C’è stata una evoluzione in tal senso e chi dovesse vincerla, anche se non fosse Ellison, avrebbe dimostrato di essere il più bravo e quindi non vorrebbe cambiare. Una volta fatti questi cambiamenti sono senza ritorno, nel bene e nel male. Nell’ultima Coppa America, alla fine, la sfida tra Oracle e New Zealand mi è anche piaciuta, era un buon livello di regata”.