(AdnKronos) – Le ferite profonde che la grande crisi ha provocato nel corpo dell’Europa sono ancora ben visibili, nonostante la fase più critica sembri ormai alle nostre spalle. L’Ue resta sospesa fra egoismo e solidarietà, fra integrazione e dis-integrazione e i movimenti populisti insidiano, specie nei Paesi della zona euro, i tradizionali partiti europeisti, costringendoli ad alleanze spesso innaturali ed emergenziali.
De Luca conclude tuttavia con un messaggio di speranza. Forse grandi tragedie, come la guerra in Ucraina e l’emergenza dei rifugiati, stanno cambiando l’approccio di Berlino nei confronti dell’Europa e la Merkel, per la prima volta dopo 10 anni di governo, prova a vestire i panni di leader europea e non solo di cancelliera del suo Paese.
“Certo, è un percorso ancora tutto da verificare –osserva l’autore-. Ma una Germania un po’ più europea in un’Europa un po’ meno tedesca, per riprendere l’inascoltato monito di Thomas Mann, sarebbe nell’interesse di tutti. Anche della stessa Germania”.