Bruxelles, 28 mag. – (AdnKronos) – Nessun accordo al Consiglio Ue sull’etichettatura ‘Made in’. Gli Stati membri sono spaccati in due sui settori non alimentari che l’etichetta d’origine dovrebbe tutelare e sulla necessità stessa di un’etichettatura. Carlo Calenda, viceministro allo Sviluppo economico, a margine del Consiglio Ue Competitività, ha spiegato che, nonostante oggi in Consiglio non siano stati fatti progressi, “le carte sono ancora tutte sul tavolo e l’exit strategy è continuare a negoziare”.
I Paesi che vorrebbero l’etichetta d’origine hanno la minoranza di blocco sull’intero pacchetto Ue sulla sicurezza dei prodotti e la tutela dei consumatori, il cui articolo 7 prevede l’etichettatura. “Se non si trova una soluzione per il ‘Made in’, il pacchetto non va avanti”, ha avvertito.
Calenda ha denunciato “una situazione surreale. Da un lato l’Europa vuole crescita, occupazione, industria, ma poi, quando si trova a decidere, non riesce a prendere decisioni di puro buon senso. Bisogna smettere di raccontarsi balle sul fatto che si vuole crescita e occupazione. Si dica chiaramente che si tutelano gli interessi dei grandi importatori”.