Roma, 13 mar. (AdnKronos) – “E’ evidente che le politiche Ue fatte di tagli e cure dimagranti non funzionano più, soprattutto per Paesi che hanno bisogno di rivedere la crescita. Per questo motivo sono convinto che Tsipras vada ascoltato, in fin dei conti non chiede di ridurre il debito di Atene o di non ripagarlo, ha chiesto solamente più tempo”. Così Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera, intervistato da Radio radicale.
“E quando qualcuno chiede più tempo per riorganizzare il processo di definizione di politica economica si dice sì, senza chiedere l’autorizzazione dei burocrati o i dei tecnocrati. Oggi, purtroppo, la politica Ue è ancora debole e condizionata da interessi di sistema che viaggiano sull’asse Berlino-Francoforte-Strasburgo. Si continua ancora con gli slogan e i dibattiti su flessibilità e crescita ma ancora non si vedono i fatti. La verità è che abbiamo bisogno di un maxi piano di investimenti pubblici, dall’inizio della crisi c’è stata nell’intera Unione europea una riduzione degli investimenti del 15%, in Italia questa riduzione è stata del 25%”.
“Ci servono investimenti pubblici veri, non come quelli del piano Juncker, fatti con risorse stornate dal bilancio europeo messe nelle disponibilità dei parlamenti nazionali. Spero che di qui a fine aprile, tra il confronto in atto in Parlamento Ue per la definizione del regolamento sul piano Juncker e le scelte fatte dai parlamenti nazionali, questo piano di investimenti finirà sui Def dei singoli Paesi, per seguire l’unica strada percorribile per la crescita: la concentrazione degli investimenti pubblici. Le critiche della Bundesbank al Qe -conclude Boccia– vanno rispedite al mittente. E ad Atene è necessario dare fiducia”, conclude Boccia.