Milano, 14 set. (AdnKronos) – Luci e ombre nel giudicare la Turchia un Paese in cui vale la pena investire arrivano dall’ultimo ‘Focus On’ dell’ufficio studi economici di Sace, che la definisce una “palestra” per le imprese esportatrici italiane ma, allo stesso tempo consiglia “cautela” nel breve termine dato il clima di incertezza politica (e geopolitica). Il valore dell’export italiano di beni in Turchia è quasi raddoppiato dal 2008, stabilizzandosi attorno ai 10 miliardi annui. Ma, in questo periodo, “le aziende italiane possono cogliere le opportunità offerte dal Paese solo gestendo con attenzione i rischi politici e del credito”.
Per avere un termine di paragone della rilevanza del Paese, “le cifre dell’export italiano verso la Turchia sono da alcuni anni equivalenti – quando non leggermente superiori – a quelle verso la Russia e circa un quinto di quanto destinato alla Germania. Previsioni di inizio anno – spiega il report – indicavano una crescita complessiva dell’export italiano tra il 2014 e il 2018 di circa il 18%, fino a quasi 12 miliardi”.