(AdnKronos) – Il legale, originario della Sardegna e residente stabilmente a Tunisi dal 2012, sottolinea che “il clima in Tunisia rimane relativamente tranquillo”, anche perché “recentemente il governo aveva predisposto un piano di sicurezza per bloccare l’accesso ai gruppi terroristici e ai miliziani di Daesh che dalla Libia si stavano avvicinando al Paese, minacciando attacchi”. La gestione dell’emergenza, da parte delle forze dell’ordine locali, “ha dimostrato chiaramente che l’organizzazione ha funzionato a dovere”. E i due attentatori “non hanno avuto possibilità di fuga dal museo, contrariamente a quanto avvenuto ad esempio in Francia, in occasione dell’attacco alla redazione del settimanale Charlie Hebdo”.
E’ invece la gestione da parte delle compagnie turistiche italiane a sollevare più di qualche perplessità. In particolare “andrebbe valutata la responsabilità della Costa Crociere, per non aver preso le precauzioni necessarie ad assicurare una serena permanenza dei viaggiatori nel Paese”. Notizie ufficiali e non avevano in effetti evidenziato da tempo “la possibilità di azioni terroristiche nel Paese”. Quindi, la compagnia “avrebbe potuto evitare le escursioni in zone strategiche come il museo del Bardo, oltretutto vicino ad aree politicamente sensibili come il Parlamento, se non addirittura ipotizzare la soluzione estrema della sospensione temporanea delle rotte verso la Tunisia”.
In più, “avrebbe potuto richiedere al governo locale una maggiore protezione dei turisti con scorte militari in itinerari concordati e l’indicazione dei luoghi sicuri per le escursioni, dotati di una sorveglianza privata efficiente. Non certo come il museo del Bardo, dov’era presente una sola guardia”. Dire ora come finirà è forse prematuro, oltre che difficile da stabilire: “Pur avendo ampia esperienza in materia – sottolinea il legale – posso dire già da ora che quei passeggeri feriti e le famiglie delle vittime dovranno essere risarciti per tutti i danni, fisici e morali, subiti”.