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Tpl: sindacati Lazio, salvarlo con società unica, risparmi fino a 400 mln

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Roma, 30 lug. (Labitalia) – “Il trasporto pubblico si può salvare, con una società unica si può arrivare a risparmiare dai 200 ai 400 milioni di euro”. A dirlo oggi Cgil di Roma e del Lazio, Cisl Roma e Uil di Roma e del Lazio, in occasione della presentazione dello studio, realizzato in collaborazione con l’Eures, sul Tpl regionale, per dimostrare che il trasporto pubblico della capitale può essere salvato, garantendo così anche risparmi e qualità del servizio.
“I continui tagli governativi sul trasporto pubblico locale -rileva lo studio- hanno ingigantito le già forti criticità che vive il settore: 850 milioni di tagli (a livello nazionale) negli ultimi cinque anni, di cui 664 solo negli ultimi due. Se a questo aggiungiamo che la Regione Lazio risulta essere la più penalizzata con un taglio che sfiora il 32% rispetto alla spesa storica (per fare un paragone, in Lombardia il taglio non va oltre il 10%), si può bene capire quanto sia necessario attivare strumenti mirati a razionalizzare la spesa”.
“Servizi poco efficienti -affermano il segretario generale della Cgil di Roma e Lazio, Claudio Di Berardino, il responsabile della Cisl Roma Capitale, Mario Bertone, e il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio, Alberto Civica- e costi e dispersione di capitali che potrebbero essere evitati attraverso la costituzione di un’agenzia unica prima e di un’azienda unica subito dopo. Il sindacato ha proposto sin dal 2007 alla Regione l’accorpamento delle varie società esistenti, presupponendo un forte risparmio della spesa pubblica Oggi dimostreremo, dati alla mano, a quanto ammonterebbe tale risparmio e come risolvere il garbuglio attuale, partendo dall’accordo siglato lo scorso 17 luglio”.
“Partendo dall’analisi dei costi complessivi delle società di gestione del Tpl regionale attualmente esistenti -spiegano i sindacati- confrontate con quelle attese per la nascente agenzia unica per la mobilità, abbiamo ipotizzato due scenari possibili: il primo considera una riduzione degli organi amministrativi, la parziale dismissione delle immobilizzazioni e una riorganizzazione della dirigenza di circa il 33% rispetto alla consistenza attuale; il secondo considera invece un intervento più incisivo, prevedendo un complessivo dimezzamento dei costi attualmente sostenuti”.
“Spese che scenderebbero drasticamente con un accorpamento di tutte le aziende di erogazione esistenti, sul modello della Puglia -sottolineano i segretari confederali- dove il Co.tra.p. (Consorzio trasporti Puglia) ha integrato le 72 imprese di tpl pubbliche e private esistenti sul territorio regionale”.
“Oppure il Piemonte -proseguono- che, pur non disponendo ancora di un’unica azienda di erogazione, ha creato da dieci anni un’agenzia unica, in grado di gestire il tpl in maniera associata per bacini di utenza, arrivando persino, in alcune zone, all’eliminazione del bit cartaceo e alla creazione della prepagata destinata esclusivamente al trasporto, il cui credito viene detratto durante il viaggio. Non pretendiamo tanto, ma un servizio pubblico ed efficiente si’”.
“Nel primo semestre 2015 Atac -ricordano- ha percorso 4 milioni di chilometri in meno rispetto a quanto previsto nel contratto. Cotral è stata costretta a tagliare oltre 3 milioni di chilometri di corse lo scorso anno. Dei 2.089 autobus Atac attualmente sono in circolazione soltanto 1.167, che diventano 1.532 durante il periodo invernale. E degli oltre 5 mila autisti, almeno il 10% è costretto ogni giorno a rimanere in deposito per mancanza mezzi, determinando un incremento dei tempi di attesa da parte dell’utenza”.
“Ovviamente non è tollerabile una situazione del genere: cittadini e lavoratori -avvertono i sindacalisti- sono esasperati, come vediamo quotidianamente e la politica reagisce addossando loro le responsabilità di negligenze, per usare un eufemismo, perpetrate negli anni”.
“L’agenzia e l’azienda unica permetterebbero, come abbiamo dimostrato con i numeri, di salvare il trasporto pubblico e la qualità del servizio. L’importante è voler recepire ed agire in sinergia e con lucida concretezza”, concludono.