Roma, 9 mar. (AdnKronos) – In Paesi come l’Italia un modello di ‘Equivalence of Output’ rafforzato “è meno costoso” ed “evita lunghe e difficile fasi di adattamento alle nuove procedure”. Ad affermarlo è Antonio Sassano, il presidente dell’Organo di Vigilanza sulla parità di accesso alla rete di Telecom Italia, nel corso del suo intervento in occasione della relazione annuale.
“La scelta dell’Equivalence of Input -sottolinea Sassano- può essere un modello appropriato e proporzionato in questi Paesi che hanno deciso di saltare uno o più fasi della transizione come, ad esempio, la Svezia dove la rete di Nuova Generazione sarà subito tutta basata sulla tecnologia FTTH ,ma non certamente per quei Paesi, come l’Italia, che già ora hanno avviato lo sviluppo della tecnologia FTTCab”.
In questi ultimi anni, aggiunge, “un modello di ‘Equivalence of Output’ rafforzato comporta un intervento meno invasivo su processi e sistemi informatici, è meno costoso ed evita lunghe e difficili fasi di adattamento alle nuove procedure come quelle sperimentate nel Regno Unito”. Per Sassano, quindi, “solo un’interpretazione superficiale della raccomandazione Ue suggerirebbe l’uso ‘dell’Equivalence of Input’ per garantire la parità di accesso al subloop”.