(AdnKronos) – Il Consiglio Ue Giustizia e Affari interni riunitosi in sessione straordinaria a Bruxelles a seguito degli attentati terroristici a Parigi ha concordato che gli Stati membri attuino “immediatamente” controlli alle frontiere esterne della Ue “sistematici e coordinati”, anche su cittadini europei che godono della libertà di movimento. Inoltre nelle conclusioni della riunione si indica che nel contesto dell’attuale crisi migratoria bisogna “registrare sistematicamente tutti i migranti che entrano nell’area Schengen, comprese le loro impronte digitali, e condurre controlli di sicurezza sistematici utilizzando i principali database” come Sis II e quelli di Interpol e delle polizie nazionali. Occorre inoltre “rafforzare i controlli alle frontiere esterne più esposte, in particolare con i team di intervento rapido e con ufficiali di polizia”.
Nelle conclusioni il Consiglio Ue ribadisce “l’urgenza e la priorità” di concordare entro la fine dell’anno “un’ambiziosa” direttiva sul Pnr, il passenger name record, che “includa i voli interni” e “preveda tempi di conservazione dei dati per un periodo sufficientemente lungo”. Sul lato del controllo del commercio di armi da fuoco il Consiglio accoglie positivamente le proposte presentate mercoledì dalla Commissione Ue e invita Frontex ed Europol ad assistere gli Stati membri che confinano con i Balcani occidentali “nei maggiori controlli per individuare il traffico illegale di armi”.
Sul fronte della condivisione delle informazioni di intelligence, uno dei punti deboli emersi dopo le stragi di Parigi, gli Stati Ue “daranno istruzioni alle autorità nazionali di inserire i dati di tutti i sospetti foreign fighters in Sis II”, lo Schengen Information System, e di “definire un approccio comune nell’uso dei dati” contenuti nel sistema riguardanti i combattenti andati in Siria e Iraq. Inoltre i Paesi membri “miglioreranno il livello complessivo di scambio di informazioni fra le agenzie di controterrorismo”. Misure più dure, infine, contro il finanziamento del terrorismo, con un monitoraggio più stretto sul riciclaggio di denaro sporco e sul traffico di opere d’arte, fino a controlli più stretti sui pagamenti non bancari, come i trasferimenti attraverso valute virtuali.