Milano, 23 lug. (AdnKronos) – Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Lassaad Briki e Muhammad Waqas, i due presunti jihadisti arrestati ieri a Brescia con l’accusa di associazione con finalità di terrorismo internazionale. Interrogati stamane in carcere, a San Vittore, dal gip Elisabetta Meyer e assistiti d’ufficio dall’avvocato Francesco Sala, non hanno voluto fornire alcuna spiegazione circa i fatti che gli vengono contestati.
Secondo le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli e dal pm Enrico Pavone, i due, di 27 e 35 anni, promuovevano lo Stato islamico utilizzando i social network, sui quali diffondevano immagini di luoghi simbolo in varie città italiane, corredati da bigliettini contenenti frasi e minacce.
Al momento, secondo quanto affermano gli inquirenti, Briki e Waqas starebbero valutando l’ipotesi di nominare un legale di fiducia.