(AdnKronos) – (Adnkronos) – Dopo l’accaduto, la Digos della Questura di Vicenza, diretta dal Vice Questore Aggiunto Nevio Di Vincenza, ha avviato serrate e riservate indagini sul conto dell’imam che hanno comprovato la veridicità dell’accaduto. Dalle indagini è altresì emerso che l’algerino “aveva ormai da tempo abbracciato l’ideologia islamica salafita e che in qualità di imam del centro islamico costituiva un carismatico punto di riferimento per la comunità, dimostrandosi particolarmente attivo nell’indottrinamento dei fedeli su posizioni marcatamente radicali”.
Dalle indagini sono emerse inoltre “incisive ed autorevoli forme di convincimento nei confronti di minori di fede islamica”, che venivano indotti “ad assumere comportamenti palesemente ostili alla cultura occidentale e a manifestare il desiderio di poter compiere in futuro finanche gesti eclatanti, anche violenti e con l’uso delle armi una volta diventati adulti”.
Secondo gli investigatori, l’algerino manteneva strette relazioni “con esponenti del mondo islamico di orientamento marcatamente radicale e dediti alla promozione di principi originari dell’Islam e alla diffusione dell’ideologia salafita (verosimilmente anche all’insaputa del resto delle comunità)”.