Il presidente Paolo Tamburini: «I lavori eseguiti dimostrano nei fatti le capacità tecniche ed operative del Consorzio nella difesa idrogeologica oltre la “semplice” manutenzione del reticolo idraulico in gestione»
Terminati i lavori sulla frana di Peneto (Ar), un intervento di sistemazione che ha visto la messa in sicurezza di una collina dove poggia un gruppo di abitazioni e la ridisegnazione di un borro che avrà anche incidenza per la tutela idraulica di Arezzo. «I lavori eseguiti – spiega il presidente del Consorzio 2 Alto Valdarno Paolo Tamburini – dimostrano nei fatti le capacità tecniche ed operative del Consorzio nella difesa idrogeologica oltre la “semplice” manutenzione del reticolo idraulico in gestione».
Ad eseguire il progetto una ditta della zona che si è aggiudicata la gara di appalto. L’intervento è stato finanziato con fondi europei per un importo totale di 138mila euro. «Oltre alla realizzazione di una scogliera in massi naturali a protezione delle sponde e del fondo del torrente per scongiurare l’erosione e l’insorgere di nuovi dissesti al piede del pendio – precisa l’ingegnere Lorella Marzilli del Consorzio 2 Alto Valdarno e coordinatrice del progetto – è stata anche realizzata la costruzione di due strutture di sostegno in gabbionate per adeguare alle attuali normative le condizioni di stabilità del versante.
Ad essere curata è stata anche la regimazione delle acque meteoriche di ruscellamento superficiale mediante la messa in opera di canalette perimetrali e trasversali in acciaio zincato che recapiteranno direttamente le portate raccolte al torrente, impedendone l’infiltrazione nel corpo di frana. Il versante interessato dai lavori è stato infine riprofilato e inerbito. L’opera è servita a mettere in sicurezza dal rischio di frana oltreché il torrente Peneto, che scorre al piede del pendio, anche le abitazioni sovrastanti e le relative pertinenze».