Roma, 25 giu. (AdnKronos) – Riflettori sul Consiglio di amministrazione di Telecom, il primo che si riunisce dopo l’ingresso, con una quota del 14,9%, di Vivendi nel capitale sociale. E se l’ingresso della media company di Parigi non si rifletterà concretamente nel board che si riunirà domani a Torino, non è difficile pensare che il ruolo del nuovo azionista di riferimento sarà uno degli argomenti del giorno. Anche perché l’ingresso di Vivendi non è solo un’operazione finanziaria ma appare parte di una strategia di lungo termine.
Le parole al Corriere della Sera di Arnaud de Puyfontaine, il presidente del direttorio di Vivendi, non lasciano spazi a dubbi: “Faremo tutto il possibile per diventare un player importante sul mercato italiano. In cassa abbiamo 10 miliardi di liquidità, che ci dà capacità di investire, agilità e velocità di esecuzione”, spiega, non escludendo un eventuale aumento della quota di Vivendi nel capitale di Telecom Italia. “Lo dirà il tempo. Mai dire mai”, sottolinea il presidente del direttorio. Anche il finanziere franco tunisino Tarak Ben Ammar, membro del cda di Telecom e del Cds di Vivendi, evidenzia l’impegno a lungo termine di Bollorè: l’ingresso in Telecom Italia, dice all’Adnkronos, “non è niente altro che la prova di di un interesse di lungo termine del gruppo in Italia e nell’economia italiana”.
Per Bolloré Telecom Italia sembra proprio un ‘buon affare’. L’ingresso nel capitale dell’operatore tlc italiano permetterà al gruppo francese di rafforzare le sinergie nella televisione a pagamento. Vivendi, spiega all’Adnkronos una fonte vicina al dossier, “punta al ‘quadruple play’ (connessione Internet fissa e mobile, voce e contenuti Tv) e in questa ottica l’investimento in Telecom Italia ha un senso”.