Roma, 15 lug. (AdnKronos) – Riforme e non soluzioni nelle aule di un tribunale: deve essere questa la strada per affrontare le questioni legate alla mobilità urbana nel settore dei taxi, Ncc e delle nuove piattaforme di servizi tecnologici. A indicarla il presidente dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, Andrea Camanzi, nella relazione al Parlamento, richiamando la vicenda Uber. “Auspichiamo che il legislatore si faccia quanto prima carico delle necessarie riforme nel convincimento che problemi di policy come questo non possano essere risolti nelle aule di tribunale”.
L’atto di segnalazione al Governo e al Parlamento, ha spiegato Camanzi, “si propone di far emergere i nuovi mercati e le relative problematiche regolatorie affinché domanda e offerta di servizi si incontrino in modo trasparente e nel rispetto delle regole proprie di ogni attività economica di impresa”.
L’atto di segnalazione, ricorda Camanzi, nel riconoscere che i taxi assicurano servizi propriamente pubblici, contiene specifiche proposte quali la costituzione di un albo dei drivers, la riconduzione al regime del lavoro occasionale delle prestazioni dei conducenti non professionisti, la previsioni di un obbligo di registrazione per le piattaforme dei servizi, l’individuazione nelle regioni degli ambiti territoriali di riferimento per tutti i servizi di trasporto di passeggeri non di linea, la possibilità di modulare le tariffe.