Home Nazionale Tavana (Milan): importante reidratarsi, ma serve dieta corretta

Tavana (Milan): importante reidratarsi, ma serve dieta corretta

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Rho (Milano), 7 set. (AdnKronos) –
Per fare sport bisogna reidratarsi correttamente e seguire una dieta equilibrata. Oggi fa parte del senso comune, ma la consapevolezza degli sportivi in materia non è sempre stata così elevata: nel 1908, alle Olimpiadi di Londra alla maratona, quella vinta da Dorando Pietri (spesso erroneamente chiamato Petri), poi squalificato perché aiutato da un giudice di gara mosso a compassione, correva anche il sudafricano Charles Hefferon, ricorda Rodolfo Tavana, responsabile sanitario dell’A.C. Milan, che oggi ha partecipato al convegno “Le performance nello sport e nella danza. Alimentare Watson!”, organizzato dalla Fondazione Bracco e dall’Accademia del Teatro alla Scala a palazzo Italia, all’Expo.
Era il 24 luglio e quel giorno “faceva particolarmente caldo a Londra – rievoca Tavana – si poneva il problema di che cosa dare da bere all’atleta durante la gara”. All’epoca la scienza dell’alimentazione era ancora di là da venire, sicché il medico di Hefferon chiese quale fosse la bevanda migliore in circolazione. “Gli dissero che era lo champagne. Così Hefferon durante la maratona si reidratò a sorsate di champagne, con il risultato che dopo il trentesimo chilometro cadde a terra, ubriaco”.
La sventura del maratoneta sudafricano ricorda a tutti che una corretta “idratazione è importante” quando si fa sport, continua Tavana. Lo stesso Pietri, in vantaggio sul povero Hefferson, cadde esausto, proprio a causa della disidratazione, ad appena 200 metri dal traguardo, che tagliò sorretto da un medico e da un giudice di gara.
Per la cronaca, a vincere la medaglia d’oro fu lo statunitense Johnny Hayes che, arrivato secondo alle spalle dell’atleta di Carpi, presentò reclamo contro la vittoria di Pietri. Reclamo che venne prontamente accolto, poiché il maratoneta emiliano era stato aiutato.
La disidratazione, ha spiegato Tavana ai tanti giovani allievi della scuola della Scala presenti in sala, è il prezzo che il nostro corpo paga al meccanismo del raffreddamento tramite la sudorazione, uno dei più efficienti ‘radiatori’ biologici del regno animale. La sudorazione impedisce al corpo umano di andare in ipertermia, cioè di riscaldarsi eccessivamente, ma “a prezzo della perdita di liquidi e sali”. L’ipertermia è pericolosa per l’organismo (“pensate a quanto si sta male quando si ha la febbre”), che se ne difende “bloccando il movimento”, facendoci cioè sentire spossati, quando il raffreddamento mediante sudorazione non è sufficiente ad abbassare la temperatura corporea.
“Se beviamo – sottolinea Tavana – riusciamo a controllare meglio la nostra temperatura interna. Ed è importante bere non quando arriva la sete”, ma prima, adottando un atteggiamento “proattivo”. Certo, non è sempre facile: proprio per questo nel campionato svizzero, spiega il medico rossonero, hanno introdotto recentemente un minuto di pausa, proprio per consentire a calciatori, arbitro e guardalinee di reidratarsi.
La consapevolezza della necessità di una corretta reidratazione dipende anche da fattori culturali: “Una volta – ha raccontato Tavana – arrivò al Milan un giocatore straniero, che dopo i primi allenamenti mi disse: ‘Voi italiani siete strani, perdete un sacco di tempo a bere’. Gli ho spiegato l’importanza di una corretta reidratazione e dopo qualche tempo è tornato da me e mi ha detto: ‘Avete ragione a bere. Prima, quando mi allenavo senza reidratarmi, mi veniva spesso il mal di testa. Ora, da quando bevo in allenamento, non ce l’ho più. Gli ho spiegato che il mal di testa è uno dei sintomi più comuni della disidratazione”.