Roma, 25 ago. (AdnKronos) – Nei segnali di ripresa, “che oggettivamente ci sono”, “manca una parte del mezzogiorno. Noi divideremo il mezzogiorno in 15 territori, 15 realtà” nell’ambito di un “masterplan. Siamo pronti a firmare un patto, un contratto: tu mi dici cosa fai come Regione, io ti dico cosa faccio come governo. Un impegno reciproco che vale due anni, dopo un anno la verifica. E vorrei che l’abruzzo fosse una delle prime regioni a firmarlo”. Lo dice il premier Matteo Renzi intervenendo al centro di ricerca del Gran Sasso.
Nel progetto bisogna mandare un “messaggio di chiarezza all’esterno: se si dice che si fa una strada la si fa, comunicando anche la tempistica e con i dovuti controlli. Che poi il vero controllore sappiamo bene chi è, è il pensionato”, dice Renzi ricordando la sua esperienza di sindaco a Firenze, quando, camminando in bicicletta, gli anziani gli indicavano se un cantiere era deserto. “Il controllo democratico non si fa seppellendo di carta i palazzi”, aggiunge dunque il premier mettendo nel mirino gli autori di “emendamenti su emendamenti”.