Roma, 10 mar. (AdnKronos) – “Il Sud Italia rappresenta il 25% del Pil nazionale, per questo è essenziale investire su questo territorio che accoglie ben il 40% della popolazione e che rappresenta un volano importante per l’Italia”. Lo rende noto il Centro studi di Confassociazioni, che oggi ha pubblicato lo studio che raffronta le condizioni economiche e sociali tra Nord e Sud d’Italia.
La differenza di Pil tra Mezzogiorno e Centro Nord, secondo i dati di Confassociazioni, “è di 14,5mila euro. Il Pil procapite nel Sud Italia si attesta, infatti, sui 17,2mila euro, mentre al Centro-Nord sfiora i 31,7mila euro”.
Tra settentrione e meridione, sottolinea Confassociazioni, “anche i consumi segnano delle notevoli differenze. Al Sud le famiglie consumano circa 12.500 euro l’anno (-13% dal 2008 ad oggi), mentre al Nord i consumi annuali per famiglia si attestano sui 18.300 euro (+31,7%). Il Sud segna anche un altro record negativo: il 60% delle perdite di impiego nazionale. In altre parole, dal 2008 al 2013 delle 985mila persone che hanno perso il lavoro 583mila risiedono al Sud”.