Roma, 30 mar. – (AdnKronos) – Ovini e olive: due settori diversi ma l’integrazione delle due filiere può avere ricadute positive sulla salute e sull’economia. E’ l’obiettivo del progetto Nutriforoil finanziato dalla Regione Toscana e coordinato scientificamente dal dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-Ambientali dell’Università di Pisa. Alla base del progetto, c’è proprio l’idea di unire le filiere dell’olio di oliva e del latte ovino in Toscana.
L’intuizione è di utilizzare il sottoprodotto di una filiera, le sanse di oliva, come alimento per le pecore da latte in modo da migliorare la qualità nutrizionale dei prodotti derivati e trasformare uno scarto agricolo in una risorsa. La possibilità di modulare, attraverso specifiche tecniche di coltivazione, il contenuto di polifenoli nelle olive e, di conseguenza, quello delle sanse consente di ottenere oli di elevata qualità e sanse utili come materie prime per mangimi, a costi ragionevoli e con elevate qualità nutrizionali.
Le proprietà nutraceutiche di alcuni polifenoli dell’oliva sono, infatti, ampiamente riconosciute dalla comunità scientifica e possono essere di grande aiuto sia nel migliorare il benessere degli animali, sia per migliorare la qualità nutrizionale del latte e dei prodotti che da questo derivano.