(AdnKronos) – Il problema – che, puntualizza, “può e deve essere risolto con la prevenzione” – dipende dal clima della stagione invernale: quando c’è stabilità atmosferica, fa freddo e c’è poco vento, “lo strato di inversione termica rimane a un’altezza di circa 200-300 metri e le temperature rigide unite all’alta pressione non permettono che lo strato salga, come in estate, fino a 4 o 5 chilometri”. Dunque, le concentrazioni di particolato sono più alte rispetto al resto dell’anno: una situazione comune a tutta la regione del bacino della Valle del Po.
Il problema, adesso, “è che questo periodo sta diventando estremamente lungo. Normalmente – spiega Bolzacchini – dura al massimo dai sei ai dieci giorni, quest’anno siamo a oltre tre settimane”. Come si interviene? “E’ un problema politico, di prevenzione. Nel nostro piccolo possiamo fare poco, eccetto ridurre le emissioni inquinanti in modo tale da arrivare all’inverno più preparati”. L’imputato principale è il motore diesel delle automobili, “che produce particolato atmosferico in quantità maggiori”.