Roma, 8 gen. (AdnKronos) –
I combattenti stranieri, considerati il pericolo maggiore, sono “oltre tremila quelli partiti dall’Europa. In Italia, quelli censiti sono 53 che non sono italiani ma hanno avuto a che fare con l’Italia nella partenza o nel transito. Conosciamo la loro identità e sappiamo dove si trovano”. Lo ha affermato il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, intervenendo alla trasmissione Rai, Unomattina.
Per i foreign fighters, ha spiegato il ministro “abbiamo pronta una legge che prevede l’applicazione di norme chiamate misure di prevenzione personale usate per il controllo di polizia nei confronti dei sospettati di mafia e di agire al tempo stesso sulla rete e sul web spesso utilizzato come veicolo per reclutare e addestrare”.
Per garantire il livello di sicurezza nel nostro Paese contro eventuali attacchi terroristici “abbiamo fatto tutto quello che c’è da fare. Abbiamo rafforzato la sicurezza davanti a tutti quegli obiettivi che riteniamo sensibili, e diramato una circolare a tutti i prefetti e i questori di tutta Italia”. Dopo i fatti terroristici c’è il rischio che si diffonda l’islamofobia, come arrestarla? “Dividendo le questioni criminali da quelle religiose – ha aggiunto Alfano – Quelli che hanno agito a Parigi sono delle bestie. Bisogna distinguere queste persone da coloro che liberamente senza inneggiare alla violenza professano la loro religione”.