Roma, 9 mar. (Labitalia) – “Domani si terrà un sit-in, davanti al ministero dell’Economia e finanze a via XX settembre, per aiutare circa 250 imprese balneari. Dobbiamo fare qualcosa per fermare i provvedimenti di chiusura”. Lo dice a Labitalia, Riccardo Borgo, presidente del Sindacato italiano balneari (Sib).
“Vogliamo richiamare ancora una volta l’attenzione del governo e del Parlamento -spiega- su un problema che, se non risolto velocemente, porterà alla distruzione di centinaia di imprese che non sono riuscite a pagare canoni spropositati messi in seria discussione dalla magistratura e da tutti gli organi istituzionali che li hanno riconosciuti eccessivi e sbagliati”.
“La nostra protesta -sostiene- nasce dalla profonda esigenza di ottenere un atto amministrativo, che garantisca il rispetto di questo principio ordinamentale che, pur essendo tutt’altro che risolutivo, per qualche decina di imprese potrebbe attenuare, e di molto, gli effetti di una legge sbagliata che li sta spingendo alla chiusura dei cancelli”.
“La legge finanziaria per il 2007 -ricorda Borgo- ha modificato il calcolo delle concessioni demaniali marittime, stabilendo che, nel caso delle pertinenze (beni di difficile rimozione insistenti sul demanio marittimo che, allo scadere della concessione, sono stati incamerati dallo Stato che non ne ha disposto l’abbattimento), il canone annuo versato all’erario venga stabilito sulla base dei valori rilevati dall’Osservatorio mobiliare italiano, generando fortissime sperequazioni tra soggetti che svolgono la medesima attività in spazi in cui l’unica differenza riguarda l’incameramento o meno del bene”.
“Le imprese balneari pertinenziali -rimarca- si vedono così costrette al pagamento di canoni spropositati da 100 a 300 mila euro all’anno, a causa dell’errata applicazione dei valori Omi, colpendo appunto circa 250 aziende, attualmente sull’orlo del fallimento”. “Domani -continua il presidente del Sib- con la giunta di presidenza e i rappresentanti regionali saremo presenti alla manifestazione. Siamo, inoltre, disposti a organizzare una sorta di atto di solidarietà per impedire la chiusura di questi 250 stabilimenti balneari”.
“Del resto, il settore -avverte- è stato duramente colpito anche dal maltempo che ha portato, lo scorso anno, a una destagionalizzazione del lavoro. Non a caso, per la prossima festività di Pasqua, anche se cadrà nei primi giorni di aprile, molti stabilimenti apriranno i battenti”. “Ovviamente, verranno garantiti -assicura il presidente del Sib- solo i servizi minimi, cercando però di offrire ai clienti il massimo comfort possibile”.