Roma, 28 set. (Labitalia) – Si sono ritrovati, a Milano, negli spazi di InKitchen, sette ‘top chef’ della cucina italiana e giapponese che dal 19 al 25 settembre hanno sperimento nei propri ristoranti la preziosa carne di manzo Wagyu – una prelibatezza di grande fama nel mondo, ma tutta da scoprire in Italia – e che per questo sono stati premiati dalle autorità nipponiche.
Con l’occasione, hanno proposto le loro personali interpretazioni a base di Wagyu: Andrea Aprea, per Mio, ha presentato lo scottadito con crescione, cipolla rossa e senape; Tommaso Arrigoni, per Innocenti Evasioni, ha proposto i ravioli di shabu-shabu al cognac, con timo, brodo lemongrass, zenzero, pomodori pendolini, zucchine e grana fresco; Davide Casati e Domenico Lomeo, di Orti di Leonardo, ha realizzato una tarara di wagyu con olive taggiasche, pomodori secchi, mousse di burrata, capperi di pantelleria e acqua di pomodori; Luca Sacchi, chef della scuderia del ristorante Cracco, ha puntato su un brasato di reale di wagyu con pomodori secchi, indivia e ginger; Shuzo Kato, per Tomoshyoshi Endo, con il supporto del maestro giapponese Kazuo Eguchi, ha dato prova di un piatto della tradizione nipponica con shabu-shabu.
Soddisfazione è stata espressa da Tsuyoshi Hishinuma, presidente Japan Livestock Products Export Promotion Council, a nome della delegazione giapponese dell’Associazione per la promozione e l’esportazione del bestiame giapponese, legata al ministero dell’Agricoltura, delle Foreste e Pesca Giapponese (Maf): “Vorrei ringraziare gli dei cinque ristoranti con i quali abbiamo organizzato la settimana del Wagyu: hanno avuto un ottimo riscontro e di questo siamo molto lieti”.