Venezia, 6 mar. (AdnKronos) – La sanità veneta lancia una nuova battaglia preventiva per combattere l’insorgenza del tumore alla cervice dell’utero e, nell’ambito del tradizionale “pap test”, introduce la ricerca del Papilloma Virus (Virus HPV) come test di screening. Si parte ad aprile, ed in tre anni, una volta entrati a regìme, potrà diminuire anche di 5 volte l’insorgenza del male rispetto ai risultati dell’attuale “pap test”.
La novità, in grado di rivoluzionare l’approccio preventivo ad un cancro molto temuto dalle donne, è stata presentata oggi nella sala congressi dell’Ulss 7 a Conegliano, alla presenza del Presidente della Regione Luca Zaia, con l’illustrazione tecnica della Responsabile del Settore Igiene Pubblica e Prevenzione della Regione Francesca Russo e del Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 7 Sandro Cinquetti, Azienda pilota dell’iniziativa che ha testato il tutto, presenti, tra gli altri, il Direttore Generale dell’Ulss Gian Antonio Dei Tos, il Presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Ulss Floriano Zambon, il Coordinatore Regionale del Registro Tumori Paolo Dei Tos, rappresentanti della Lilt e dell’Ail.
“Le donne venete – ha detto Zaia – meritano questo e altro, perché da sempre la loro salute è per la Regione una priorità, come dimostra anche l’attivazione delle Breast Unit per il tumore alla mammella. Oggi diamo a questa iniziativa anche il significato di un affettuoso omaggio della sanità veneta alle nostre donne in occasione della festa dell’8 marzo”.