Roma, 11 set. (Labitalia) – “Io non ho vere e proprie produzioni all’estero, facciamo produrre fuori dall’Italia, ad esempio in Cina, solo della componentistica. Ma, di certo, posso dire che quello di riportare in Italia le produzioni è un processo che è in atto. Anche perchè, ad esempio, i costi di produzione cinesi in alcune aree del Paese sono arrivati ad essere uguali a quelli europei e quindi la convenienza a delocalizzare sta venendo meno”. Così, con Labitalia, Sandro Salmoiraghi, imprenditore titolare della ‘Salmoiraghi Automatic Handling Spa, e già presidente di Acimit (Associazione costruttori italiani macchinario per l’industria tessile), commenta gli spiragli di ripresa che stanno spingendo diverse aziende italiane a riportare le loro produzioni nel Belpaese.
Per Salmoiraghi, “c’è inoltre un ritorno alla ricerca della qualità e di quel know-how che solo in Europa possiamo trovare”.
E anche produrre all’estero e poi riportare in Italia e in Europa è diventato un costo che non conviene più sostenere. “Senza parlare della necessità, data dai mercati, di avere subito a disposizione i prodotti -conclude- e quindi di non dovere aspettare di trasportarli dall’altra parte del mondo”.