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Roma: Franceschini, nessun attacco a diritti sindacali

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Roma, 19 set. (AdnKronos) – “Nessuno vuole togliere il diritto sindacale, nessuno si sogna di toccare i diritti dei lavoratori, ma questi devono essere regolamentati ed esercitati come nei luoghi dei servizi essenziali”. Dario Franceschini, in un’intervista al Messaggero, spiega così il senso della norma varata ieri in Consiglio dei ministri dopo la ritardata apertura dei siti archeologici romani per un’assemblea dei dipendenti, riconoscendo poi che “le proteste dei sindacati hanno il loro fondamento. Che ci siano lavoratori che da mesi aspettano ancora gli straordinari dovuti, è vero. Hanno ragione”, ma sottolineando di stare “lavorando perché nella legge di stabilità ci sia una norma che risani il ritardo” e ribadendo che “non mi pare però questo un motivo sufficiente per tenere i turisti in fila e fare un danno di questo tipo al Paese”.
“Si tratta di buon senso e non di attacco. Si possono fare assemblee e scioperi ma in modo da garantire comunque l’apertura del luogo, ed evitando che si creino disagi per il pubblico. È intollerabile che un cittadino non possa entrare in un museo”, dice ancora il titolare del Mibact, specificando che “col nostro decreto legge si potrà scioperare, ma con le regole previste per i servizi pubblici essenziali. Il decreto entra in vigore da subito, appena pubblicato sulla Gazzetta”.
“È una norma di cui si parla da tempo, non da ultimo è stata sollecitata dall’Autorità garante per gli scioperi. Nella legge 146 sugli scioperi, c’è già il riferimento alla tutela dei beni storico-artistici, ma non prevede l’altro punto chiave, cioè la garanzia dell’apertura del bene. Mettere ora musei e luoghi della cultura sullo stesso piano di scuole, treni, ospedali è un passaggio logico. Al di là degli effetti sulle attività sindacali, oggi per i Beni culturali è una giornata in una qualche misura storica: i musei diventano per legge servizi essenziali”, scandisce Franceschini.