Roma, 11 ago. (AdnKronos) – Torna a parlare di riforme il Presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano. Lo fa con un intervento su ‘La Repubblica’, per replicare alle obiezioni manifestate rispetto alle sue posizioni, per ragioni di merito e di metodo, da Eugenio Scalfari, da ultimo domenica scorsa. Così il senatore a vita rigetta anche le critiche di chi ritiene che con le sue prese di posizione possa invadere il campo del suo successore al Quirinale, Sergio Mattarella, tracciando un parallelo tra quanto avviene in Vaticano con la presenza di papa Francesco e del papa emerito Benedetti XVI.
“Si sta finendo per parlare dell’approvazione di questa riforma -lamenta innanzi tutto Napolitano- essenzialmente in funzione di come si giudica, di che cosa ci si aspetta o si teme dall’attuale presidente del Consiglio.Ma questi era anni luce lontano dall’entrare nel firmamento politico nazionale quando la necessità e l’idea di una revisione costituzionale, relativa in particolare al superamento del bicameralismo paritario venivano affermate da tutt’altre personalità politiche e di governo: a cominciare da subito dopo l’Assemblea costituente, fino ai mesi del governo Letta”.