Roma, 11 set. (AdnKronos) – “Trovo inconcepibile che il Pd non possa arrivare unito all’approvazione del testo in Senato e poi alla Camera. E trovo inaccettabile che il nostro partito, ad un passo dal traguardo e dopo tre decenni di inutili tentativi, dopo tante difficoltà superate insieme (perdonatemi l’insistenza), rinunci all’ambizione di dare al Paese una riforma costituzionale utile, efficace e moderna”. Lo scrive in una lunga riflessione sulle pagine de L’Unità Anna Finocchiaro, presidente della commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama.
L’esponente dem spiega a chiare lettere le ragioni che la inducono a non condividere l’ipotesi di un Senato eletto direttamente, “ma ora voglio aggiungere che se scegliessimo questa strada, andando ad incidere sull’articolo 2 del testo, saremmo costretti a ripensare, appunto, anche la natura e le funzioni del Senato. Cioè, in definitiva, a ricominciare, considerando il lavoro già fatto e le tante difficoltà superate come inutili”.
“Credo però, con la stessa convinzione – aggiunge Finocchiaro – che possa essere accolta, con una modifica, l’esigenza di una diretta indicazione da parte dei cittadini, in occasione delle consultazioni regionali, dei consiglieri e dei sindaci eleggibili a senatori, agendo su un’altra parte del testo che non sia l’articolo 2 e, dunque, evitando di travolgere quanto è già stato votato identicamente da Camera e Senato”.