Roma, 22 set. (AdnKronos) – “E’ la stessa Costituzione all’articolo uno a garantire l’elezione diretta dei parlamentari, affermando che la ‘sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione’. Una diversa configurazione del Senato sarebbe soggetta al giudizio di conformità della Corte costituzionale, cui è demandato il ruolo di giudicare anche le leggi costituzionali se violano i valori supremi sui quali si fonda la nostra Carta”. Così il senatore di Forza Italia Giacomo Caliendo.
“L’esempio francese -spiega Caliendo- da più parti sollevato per giustificare l’elettività di secondo grado, non tiene conto che l’articolo tre della Costituzione francese prevede espressamente il suffragio diretto o indiretto, cosa che la nostra Costituzione non consente”. Quanto alla composizione del Senato, Caliendo ha riproposto l’emendamento già formulato in prima lettura, secondo cui il Senato sarebbe composto da senatori eletti dai Consigli regionali e da senatori eletti dai cittadini.
Tale modello, già esistente in Spagna, impedirebbe comunque al Senato, in considerazione della composizione mista, di rivendicare anche una funzione di rapporto di fiducia con il governo, al pari della Camera dei deputati. “Non si lamenti Renzi dell’accusa che questa sia una riforma autoritaria. Lo è, appunto, mentre esclude il corpo elettorale dalla possibilità di eleggere i senatori, i quali, guarda caso, sarebbero investiti anche della funzione di approvare le modifiche costituzionali”, conclude Caliendo.