Home Nazionale Rese pubbliche le lettere segrete di Bin Laden, la paura dei droni e l’ossessione per gli Usa

Rese pubbliche le lettere segrete di Bin Laden, la paura dei droni e l’ossessione per gli Usa

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Washington, 20 mag. (AdnKronos) – Gli Stati Uniti hanno oggi reso pubblico il contenuto di oltre un centinaio di lettere e documenti sequestrati nel compound di Abbottabad durante il raid del 2011 nel quale venne ucciso Osama Bin Laden
. Il materiale rivela, tra l’altro, la profonda paura che il fondatore di Al Qaeda aveva per gli attacchi dei droni Usa, il timore di poter essere intercettato e la sua continua ossessione per gli attacchi terroristici da lanciare contro gli Stati Uniti e l’Occidente.
Le lettere e i documenti, pubblicati nell’originale in arabo e tradotti in inglese, gettano uno squarcio di luce sulla corrispondenza che Bin Laden intratteneva con vari luogotenenti, alleati e gruppi sparsi nel mondo islamico, ma anche con le sue mogli, alle quali chiedeva notizie dei figli. Insieme ad essi, l’Odni, l’Ufficio del Direttore della National Intelligence, ha anche reso pubblico il contenuto della cosiddetta “libreria di Bin Laden”
. Si tratta di scritti di pensatori islamisti, ma anche di libri e articoli in inglese su argomenti di storia e di attualità da parte di autori come il giornalista Bob Woodward o il filosofo Noam Chomsky.
I documenti sono stati declassificati dopo un lavoro di “rigorosa revisione” condotto dalla Cia insieme ad altre agenzie di intelligence, ha riferito il portavoce dell’Odni, Jeffrey Anchukaitis. Il lavoro, ha detto, continua, ma “dato il gran numero di documenti da verificare e la crescente richiesta del pubblico di poterli visionare”, la Casa Bianca ha chiesto che essi fossero diffusi a mano a mano che si rendevano disponibili.
La pubblicazione dei documenti fa seguito a quella del lungo articolo firmato da uno dei più noti ed esperti giornalisti investigativi americani, Seymour Hersh
, che metteva in discussione la versione ufficiale fornita dalla Casa Bianca sugli eventi relativi al raid del maggio 2011 nel quale venne ucciso Bin Laden.
In alcune lettere, il fondatore di Al Qaeda chiede ai suoi luogotenenti di non comunicare per email e di non riunirsi in gruppo, per il rischio di diventare bersaglio dei droni statunitensi. Internet “va bene per i messaggi di carattere generale -scrive Bin Laden- ma la segretezza che un mujahiddin deve avere non ne consente l’uso e l’unico strumento sono i corrieri”.
In un altro documento, Bin Laden consiglia ai membri di Al Qaeda di distruggere le Sim card dei telefoni cellulari, di avere sempre a disposizione le ricette per le medicine per evitare visite troppo frequenti dai medici e di imparare l’urdu (la lingua pakistana, ndr), perché “è di estrema importanza per la sicurezza”. Il leader di Al Qaeda si mostra anche preoccupato della successione al vertice dell’organizzazione terroristica e del modo in cui far entrare suo figlio Hamza in Pakistan.
In altre lettere, Bin Laden chiede ai comandanti di Al Qaeda di smetterla con gli attacchi contro altri musulmani e con i conflitti regionali, per concentrarsi contro gli Stati Uniti. “L’attenzione dovrebbe essere nel combattere ed uccidere gli americani e i loro rappresentanti -si legge- dovremmo fermare le azioni contro l’esercito e la polizia in tutte le regioni, specialmente in Yemen”.
In un documento senza data, il leader di Al Qaeda scrive riguardo a “alcuni fratelli” mandati ad attaccare la Gran Bretagna, la Russia e la Danimarca, oltre che di un piano per far saltare in aria un gasdotto o un’ambasciata americana. Mentre all’esplodere delle Primavere Arabe in Tunisia, Egitto e Siria e in altre aree del Medio Oriente, Bin Laden esorta i suoi luogotenenti a sfruttare la “rivoluzione” per reclutare giovani in tutta la regione.
Tra le lettere rese pubbliche, vi sono anche quelle inviate da Bin Laden alle sue mogli, nelle quali le rassicura sul suo amore e chiede loro notizie sui figli. In una missiva, chiede alla moglie di prendersi cura delle figlie e le raccomanda di “stare attenta alle cattive compagnie, specialmente dopo la pubertà”. L’ideale, scrive, sarebbe farle sposare con dei mujahiddin, “altrimenti con delle brave persone”.